La teoria degli Ordini di Bart Hellinger

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La teoria degli ordini di Bart Hellinger, nota anche come costellazioni familiari, è un approccio innovativo nato negli anni ’90 e sviluppato da Bert Hellinger, filosofo, psicoterapeuta e teologo tedesco.

Questa teoria si basa sull’idea che le dinamiche familiari e i legami tra i membri della famiglia abbiano un’influenza profonda sulla nostra vita e sul nostro benessere emotivo.

Secondo Hellinger, le esperienze e i traumi dei nostri antenati possono ripercuotersi sulle generazioni successive, influenzando il modo in cui percepiamo noi stessi, le nostre relazioni e le nostre scelte.

Le costellazioni familiari sono un metodo utilizzato per esplorare e rivelare queste dinamiche nascoste, al fine di ripristinare l’equilibrio e l’armonia all’interno del sistema familiare.

Le costellazioni familiari coinvolgono solitamente un gruppo di persone, in cui un partecipante rappresenta un membro della famiglia o un aspetto dell’intero sistema familiare.

Attraverso la disposizione degli “stellati” (rappresentanti), il facilitatore crea una rappresentazione spaziale dell’ordine e delle dinamiche familiari. Durante questo processo, emergono spesso informazioni sorprendenti e profonde intuizioni sulle dinamiche sottostanti che possono contribuire a soluzioni e guarigioni.

La teoria degli ordini sostiene che ogni membro della famiglia abbia un posto e un ruolo specifici all’interno del sistema familiare, che vanno rispettati per mantenere l’equilibrio.

Questi ordini includono principi come l’appartenenza, l’equilibrio tra dare e ricevere, l’ordine gerarchico e il riconoscimento e l’inclusione di membri esclusi o dimenticati.

L’obiettivo finale delle costellazioni familiari è quello di portare consapevolezza e guarigione ai membri della famiglia, consentendo loro di liberarsi da schemi di comportamento e dinamiche disfunzionali. 

Approfondiamo gli ordini ideati da Hellinger:

Diritto di Appartenenza 

“Ogni membro di un sistema familiare ha diritto di fare parte del sistema della famiglia, di conseguenza nessuno può essere escluso per nessun motivo.

Appartenere ad un sistema familiare è un diritto irrinunciabile che viene acquisito per il semplice fatto che si è stati concepiti da due membri appartenenti a un sistema”.Se tale appartenenza viene negata o rifiutata ad un membro della famiglia, si crea disordine con conseguenze anche tragiche.

Allontanare, escludere, dimenticare, nascondere l’esistenza di un
componente della famiglia, indipendentemente dei motivi e delle ragioni, richiede una vera reintegrazione nella famiglia, per evitare ai successori il pagamento del prezzo dell’esclusione con un destino nel quale rivivranno lo stesso destino degli antenati esclusi.

Ricordando e onorando coloro che appartenevano al sistema familiare, si rimette in pace il sistema e si ritrova armonia e felicità per l’intera stirpe.

Gerarchia, o la legge dell’ordine sacro

E’ quell’ordine gerarchico “cardine” che si ha all’interno di un sistema familiare. Dal mio personale punto di vista, questo ordine è quello meno rispettato.

I figli rimproverano i genitori per quello che non hanno fatto, decidono per loro come devono vivere quando sono in età avanzata ed i genitori pretendono dai figli cose che non gli competono.

Anche nella relazione di coppia si hanno pretese che vanno oltre questo ordine. All’interno del sistema “il grande” è chi è arrivato prima, il piccolo è colui che è arrivato dopo.

Significa che ha più diritto chi viene prima di chi viene dopo. I genitori, che sono “i grandi”, hanno precedenza rispetto ai figli che sono “i piccoli”. Allo stesso modo il fratello maggiore precede quelli più giovani.

Perché il sistema funzioni è indispensabile che l’ordine sia rispettato in quanto, chi viene dopo non è in grado di sostenere il peso del dolore e delle responsabilità di chi è più grande e che, nell’ordine gerarchico, si trova prima di lui.

Se qualcuno infrange all’interno della famiglia quest’ordine, si crea un disordine che nel tempo dovrà essere ristabilito per riportare l’equilibrio all’intero sistema.

Questo compito spetterà quasi sempre ad un membro della successiva generazione. Il comune esempio del disordine conseguente alla violazione di questa “legge” è quando un figlio si carica dei problemi e del dolore della madre o del padre e si fa più grande di loro, sostituendoli a livello gerarchico, prendendo il loro posto, (posto che non gli appartiene).

Perché l’energia dell’amore fluisca in modo naturale, bisogna che il piccolo “riceva” e che il grande “doni”. E’ impossibile che il piccolo debba “dare” (proprio perché è piccolo), lui lo farà a sua volta e diventerà genitore quando crescerà, ma finché resta piccolo dovrebbe ricevere tutto l’amore possibile, in modo che, diventando grande, potrà dare a sua volta senza chiedere nulla in cambio.

Perché questo squilibrio si rimetta in ordine, ognuno deve riconoscere il suo posto, tutti devono rispettare la gerarchia chiarendo gli aspetti fondamentali di chi deve dare e chi deve ricevere, senza giudizi, senza preconcetti e superando il limite delle convinzioni.

Lo stesso ordine vale anche nel rapporto di coppia dove, la coppia, ha precedenza sulla maternità e paternità.

Equilibrio tra il dare e il ricevere

all’interno del sistema familiare esiste quando si rispetta la regola che i genitori danno con amore senza pretendere nulla in cambio ed i figli ricevono con gratitudine senza lamentarsi né giudicare i genitori e quello che hanno ricevuto.

Il grande “da” nel bene e nel male e il piccolo “riceve” nel bene e nel male. Di conseguenza, tutto ciò che viene ricevuto, deve essere accolto con gratitudine, senza dolore dal piccolo, che dovrebbe diventare consapevole che tutto ciò che ha ricevuto dai genitori era quello che aveva bisogno per crescere ed evolversi. Questo padre e questa madre sono le cose migliori possibili.

Per lui, non esisteva un’altra scelta perché nascesse, per crescere e sperimentare la vita.

L’equilibrio nella relazione di coppia

è esattamente il contrario, perché i partner sono uguali in quanto adulti. L’equilibrio in questo caso avviene quando lo scambio è equo, al 50%, quando si dà e si riceve in misura uguale, tenendo conto delle diversità, le caratteristiche e la singolarità di ognuno dei due. Ci si accetta per come si è, ci si compensa, ci si rispetta.

Nel caso non si tenga conto di questa regola, ci si trova di fronte a una coppia che si basa su una proiezione. Se la moglie cerca un padre nel marito o se il marito cerca una madre nella moglie, riceveranno senza mai dare e ciò significa non prendersi la responsabilità della vita, perché si trovano ancora in una relazione di dipendenza e di bisogno.

Nella coppia non è possibile che sia uno solo a farsi carico della responsabilità di una scelta, o di vivere da solo un dolore o una sofferenza. Per esserci equilibrio, tutte queste dovrebbero essere condivise.

Grazie ad una Costellazione, possiamo vedere se il rapporto è sbilanciato e cercare di riportarlo in equilibrio. Perché questo avvenga, ognuno deve prendere la sua parte di dolore e di responsabilità, indipendentemente da che tipo di problema sia: la fine di una relazione, un fallimento economico, la morte di un figlio, etc…

Ci sono altre dinamiche inconsce che influiscono sulle nostre vite. Sono come delle promesse o giuramenti di lealtà fatti a livello inconscio nei confronti della nostra famiglia.

La Lealtà Familiare

che, se da un lato salvaguarda i componenti della famiglia, dall’altro crea un limite, una barriera che ostacola la piena autorealizzazione ai singoli componenti.

La lealtà familiare è involontaria e anche inconsapevole, è una spinta inconscia motivata dall’amore e dall’idea che il destino è comune, ed è egoistico preoccuparsi solo per sé stessi.

Allora si sceglie di occuparsi e farsi carico della felicità di tutti. Questo si rivela ad essere l’errore di base, perché soltanto realizzando il proprio destino si contribuisce alla salute dell’intero sistema.

Amore Cieco

è quella forma d’amore incondizionato, che in modo inconsapevole spinge a prendere su di sé il dolore e il destino di un familiare.

Un meccanismo che innesca il senso di sacrificio della propria esistenza a favore di un altro, con la falsa illusione di poter salvare tutti, cosa che purtroppo ci condanna ad una vita di solitudine, di fallimenti, di malattia e nel peggiore dei casi, alla morte.

Purtroppo, gli ordini vengono violati ma lo si fa sempre per amore. Questa violazione è sempre dettata dall’amore innocente, probabilmente perché nella nostra cultura e religione, questo amore è sempre stato considerato l’amore supremo, così come quello di Gesù che “ha sacrificato la sua vita per noi”, per liberarci “dal peccato” e che, come premio, si è guadagnato il paradiso.

Allo stesso modo ci sono stati tramandati i principi della vita, come bisogno di sacrificio, senza la spiegazione che di fatto, soltanto nella realizzazione del proprio sé, si mostra il divino e si può vivere felici.

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